Nature

venerdì 27 giugno 2008






LA VOCE DELLA LUNA

C’è chi non crede all’influenza della luna sulla coltivazione delle piante, ma c’è anche chi non compie operazioni in giardino senza prima aver valutato la fase lunare.
Per una consolidata tradizione popolare che si tramanda da secoli (non convalidata però da alcuna prova certa) la luna influenza l’andamento di alcuni processi del mondo vegetale condizionandoli direttamente con la luce e con l’azione di campi magnetici.
Le influenze lunari sulle piante però restano ad oggi solo una possibilità suffragata dall’esperienza ma priva di ogni prova scientifica.

La semina
È sulla semina che la luna esercita la massima azione.
La luce lunare può infatti penetrare a molti centimetri di profondità nel terreno influenzando i processi di germinazione di molti semi, specialmente quelli di pisello, fagiolo, pomodoro, girasole, petunia, begonia, tagete.
Effettuando le semine (specialmente quelle di ortaggi da foglia come lattuga prezzemolo e basilico in pieno campo in fase di luna crescente durante le ore del mattino si ha una germinazione più veloce e successiva comparsa di piante più sane e vigorose risultati scadenti pare invece si abbiano seminando in fase di luna calante, e i risultati sono più insoddisfacenti nelle semine serali .

Il trapianto
È pratica comune effettuare i trapianti e i diradamenti di ortaggi e piante da fiore con la luna calante in alcuni casi però (alloro, ligustro, la maggior parte degli alberi da frutto) si hanno risultati migliori trapiantando con la luna crescente.

La crescita
La luna, specialmente in fase crescente accelera la crescita di molti vegetali grazie all’azione della luce che permette una certa attività fotosintetica. Tra le piante che meglio rispondono all’azione stimolante ci sono gli ortaggi con un’alta percentuale d’acqua come cetriolo, zucchina, pomodoro, anguria. Anche la crescita dei legumi ne è favorita; pare inoltre che incrementi la formazione degli zuccheri quindi migliori il sapore dei frutti

La potatura
Questa operazione va effettuata in fase di luna crescente e possibilmente al mattino.
La potatura con la luna crescente favorisce la formazione di vigorosi secchioni, che assicurano la crescita di brache robuste.
Alcune piante (rose, lamponi, alcuni alberi da frutto come melo e pero) vanno invece preferibilmente potati durante la luna calante.
Secondo alcuni, la luce lunare ha il potere di cicatrizzare i tagli da potatura, favorendo una rapida rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Innesti e talee
Con la luna crescente la linfa scorre abbondante e con maggior vigore. È quindi questo il momento migliore per tagliare le marze e per procedere all’innesto.
La luna crescente favorisce inoltre l’attecchimento delle talee specialmente di quelle erbacee.

La raccolta
È vantaggioso effettuare la raccolta delle parti aeree delle piante ala mattina presto con la luna crescente, quando sono più ricche di sostanze nutritive e quindi più saporite e in grado di conservarsi a lungo.
Molte erbe aromatiche, come il cerfoglio, raccolte in luna calante appassiscono in fretta.

lunedì 23 giugno 2008




IL MIO GIARDINO







Questo è il mio giardino: 800 metri quadri di prato inselvatichito quasi completamento secco d’estate, ma che d’inverno e in primavera si trasforma in una autentica selva.
La siepe che lo circonda è ridotta male perché è stata tagliuzzata l’estate scorsa da mia madre, una fanatica del “disboscamento”, quando prende una sega in mano non la ferma più nessuno: ogni arbusto legnoso è in pericolo; lo sanno bene il mio rosmarino gigante e il grande abete (troppo ingombrante secondo lei) che ha tentato di affettare al pari della siepe.
Questo è l’albero di ciliegio che d’estate con i suoi frutti fa la felicità di tutti i merli, i passeri e le tortore del circondario.
Oltre al ciliegio il mio giardino ospita anche un melo che in autunno produce tante piccole ma ottime mele.
Ecco il melograno nano di mia madre in assoluto la sua pianta preferita insieme a una piccola lagerstroemia un delizioso arbusto che in estate fiorisce generosamente coprendosi di tantissimi fiori rosa.
Ma le regine del prato è le buddleia davidii meglio conosciute come pianta delle farfalle di cui ho piantato tre esemplari che proprio in questo periodo cominciano a fiorire, attirando farfalle e insetti di ogni genere; resteranno in fiore per tutta l’estate.




Bellissima è anche la tamerice dall’originale infiorescenza rosa.







vilucchione



Ecco alcune delle infestanti che crescono nel prato in quantità industriale: il tenace vilucchione, l'irriducibile falsa ortica e la superba achillea, che più strappavo da una parte più ricresceva dall' altra.

falsa ortica



i achillea


Questi sono gli abitanti che popolano questa piccola giungla:il mio ferocissimo coniglietto testa di leone e i 2 voraci porcellini d’india Joghi e Bubu, poi ci sono merli passeri lucertole insetti di ogni tipo e ogni tanto vi fa tappa anche qualche riccio proveniente dai vicini campi.

























































































































































































































































































































































































sabato 14 giugno 2008


Sembra una storiella, ma è un fatto vero. Qualche anno fa un bambino di New York, di nome James, fu portato dai ge­nitori a fare una gita in campagna nel vi­cino Stato del New Jersey. Era una bella domenica d’estate. Giunti in piena cam­pagna, il papà fermò la macchina sul ci­glio della strada e i tre si inoltrarono in un boschetto con tutta l’attrezzatura per il picnic. Tirarono fuori la tovaglietta di carta, i piatti e i bicchieri di plastica, e si misero a mangiare con appetito. C' era il cheese-cake (la famosa torta di formag­gio), c' era una bella insalata, ma soprat­tutto c' era il fried chicken, il pollo fritto, che gli americani amano moltissimo. James prende in mano il sandwich con il pollo e si mette a girellare per il boschet­to. Dopo poche centinaia di metri sbuca in una radura; nel mezzo c' è una specie di grande baracca, bassa e lunga. Proprio sopra il cancello di ingresso, un cartello.
Il bambino legge "Allevamento avicolo ­Polli e vendita di uova". È così che, a otto anni, James vede per la prima volta un pollo vivo e viene a sapere che il pollo è un animale, un uccello proprio come i colombi di CentraI Park! Prima di allora non ci aveva mai pensato: il pollo era qualcosa di buono da mangiare, e basta. Perché vi ho raccontato questo fatto? Per darvi un esempio di quanto la no­stra civiltà, la nostra vita di tutti i giorni, si sono allontanate dalla realtà della natu­ra. In Italia, per fortuna, i bambini non sono ancora arrivati al punto del povero James: ma sempre più scarsi, purtroppo, sono coloro che hanno la fortuna di vive­re a contatto diretto con le piante e con gli animali.
­Io ho il privilegio di trascorrere l’estate in campagna lontano dal traffico e dal frastuono della mia città Firenze qui ho l’occasione di compiere tante divertenti osservazioni: basta un angolo di giardino o di orto, una gita nei boschi e nei prati.