Nature

sabato 14 giugno 2008


Sembra una storiella, ma è un fatto vero. Qualche anno fa un bambino di New York, di nome James, fu portato dai ge­nitori a fare una gita in campagna nel vi­cino Stato del New Jersey. Era una bella domenica d’estate. Giunti in piena cam­pagna, il papà fermò la macchina sul ci­glio della strada e i tre si inoltrarono in un boschetto con tutta l’attrezzatura per il picnic. Tirarono fuori la tovaglietta di carta, i piatti e i bicchieri di plastica, e si misero a mangiare con appetito. C' era il cheese-cake (la famosa torta di formag­gio), c' era una bella insalata, ma soprat­tutto c' era il fried chicken, il pollo fritto, che gli americani amano moltissimo. James prende in mano il sandwich con il pollo e si mette a girellare per il boschet­to. Dopo poche centinaia di metri sbuca in una radura; nel mezzo c' è una specie di grande baracca, bassa e lunga. Proprio sopra il cancello di ingresso, un cartello.
Il bambino legge "Allevamento avicolo ­Polli e vendita di uova". È così che, a otto anni, James vede per la prima volta un pollo vivo e viene a sapere che il pollo è un animale, un uccello proprio come i colombi di CentraI Park! Prima di allora non ci aveva mai pensato: il pollo era qualcosa di buono da mangiare, e basta. Perché vi ho raccontato questo fatto? Per darvi un esempio di quanto la no­stra civiltà, la nostra vita di tutti i giorni, si sono allontanate dalla realtà della natu­ra. In Italia, per fortuna, i bambini non sono ancora arrivati al punto del povero James: ma sempre più scarsi, purtroppo, sono coloro che hanno la fortuna di vive­re a contatto diretto con le piante e con gli animali.
­Io ho il privilegio di trascorrere l’estate in campagna lontano dal traffico e dal frastuono della mia città Firenze qui ho l’occasione di compiere tante divertenti osservazioni: basta un angolo di giardino o di orto, una gita nei boschi e nei prati.

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