
Sembra una storiella, ma è un fatto vero. Qualche anno fa un bambino di New York, di nome James, fu portato dai genitori a fare una gita in campagna nel vicino Stato del New Jersey. Era una bella domenica d’estate. Giunti in piena campagna, il papà fermò la macchina sul ciglio della strada e i tre si inoltrarono in un boschetto con tutta l’attrezzatura per il picnic. Tirarono fuori la tovaglietta di carta, i piatti e i bicchieri di plastica, e si misero a mangiare con appetito. C' era il cheese-cake (la famosa torta di formaggio), c' era una bella insalata, ma soprattutto c' era il fried chicken, il pollo fritto, che gli americani amano moltissimo. James prende in mano il sandwich con il pollo e si mette a girellare per il boschetto. Dopo poche centinaia di metri sbuca in una radura; nel mezzo c' è una specie di grande baracca, bassa e lunga. Proprio sopra il cancello di ingresso, un cartello.
Il bambino legge "Allevamento avicolo Polli e vendita di uova". È così che, a otto anni, James vede per la prima volta un pollo vivo e viene a sapere che il pollo è un animale, un uccello proprio come i colombi di CentraI Park! Prima di allora non ci aveva mai pensato: il pollo era qualcosa di buono da mangiare, e basta. Perché vi ho raccontato questo fatto? Per darvi un esempio di quanto la nostra civiltà, la nostra vita di tutti i giorni, si sono allontanate dalla realtà della natura. In Italia, per fortuna, i bambini non sono ancora arrivati al punto del povero James: ma sempre più scarsi, purtroppo, sono coloro che hanno la fortuna di vivere a contatto diretto con le piante e con gli animali.
Io ho il privilegio di trascorrere l’estate in campagna lontano dal traffico e dal frastuono della mia città Firenze qui ho l’occasione di compiere tante divertenti osservazioni: basta un angolo di giardino o di orto, una gita nei boschi e nei prati.
Il bambino legge "Allevamento avicolo Polli e vendita di uova". È così che, a otto anni, James vede per la prima volta un pollo vivo e viene a sapere che il pollo è un animale, un uccello proprio come i colombi di CentraI Park! Prima di allora non ci aveva mai pensato: il pollo era qualcosa di buono da mangiare, e basta. Perché vi ho raccontato questo fatto? Per darvi un esempio di quanto la nostra civiltà, la nostra vita di tutti i giorni, si sono allontanate dalla realtà della natura. In Italia, per fortuna, i bambini non sono ancora arrivati al punto del povero James: ma sempre più scarsi, purtroppo, sono coloro che hanno la fortuna di vivere a contatto diretto con le piante e con gli animali.
Io ho il privilegio di trascorrere l’estate in campagna lontano dal traffico e dal frastuono della mia città Firenze qui ho l’occasione di compiere tante divertenti osservazioni: basta un angolo di giardino o di orto, una gita nei boschi e nei prati.

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